Doctor Who e la rappresentazione femminile di Attilio Palmieri, Daniela Bortolotti, Gianluca Morozzi ed Eugenia Fattori – Anteprima

Introduzione

Doctor Who è la serie più longeva di sempre, tra quelle ancora in produzione. Quell’iconica cabina telefonica blu, con qualche pausa, viaggia nel tempo e nello spazio da 58 anni.

Nessuna serie come Doctor Who simboleggia il cambiamento: la cabina blu chiamata Tardis è l’unico elemento rimasto costante dal 23 novembre del 1963, e anch’essa ha subito svariate modifiche.

È ovvio che il cast non sia rimasto lo stesso dal 1963, ma i cambiamenti, in Doctor Who, sono molto drastici e rapidi: se uno spettatore distratto lascia la serie a metà della Decima Stagione moderna e la riprende all’Undicesima, è probabile che si ritrovi a dire “ma il Doctor era un signore scozzese dai capelli bianchi che aveva come compagni una ragazza sorridente e un alieno buffo e calvo, perché adesso è una donna bionda con due ragazzi e un pensionato dentro un Tardis ridecorato?”

Una cosa è certa: il personaggio di cui non conosciamo il vero nome ma che si è ribattezzato Doctor potrà essere un uomo, una donna, potrà avere l’aspetto di un nonno burbero o quello di David Tennant, potrà avere lo sguardo segnato dalla guerra di John Hurt o la sciarpa multicolore di Tom Baker, ma sarà sempre entusiasta, sempre felice di scoprire mondi nuovi e nuove forme di vita, si ribellerà sempre contro qualunque ingiustizia, e quasi mai viaggerà in solitaria. Il Tardis, questa macchina senziente dalla personalità femminile più grande all’interno che all’esterno, ha ospitato nella maggior parte dei viaggi un numero variabile di Companion.

Ecco, appunto: la definizione di Companion. Nel mondo di Doctor Who, è chi accompagna il/la Doctor nei suoi viaggi e nelle sue avventure. Ci sono stati uomini terrestri e donne terrestri, c’è stato un alieno con la faccia tonda di Matt Lucas e una Time Lady in una doppia incarnazione, c’è stato un androide di breve durata e un cane robot decisamente più longevo.

Ma in questo saggio ci limiteremo a parlare delle Companion e, in generale, del mondo dei personaggi femminili di Doctor Who. Perché, in tema di cambiamenti, ci è parso un interessante viaggio nella rappresentazione della donna in cinquantotto anni di serialità televisiva.

Nello speciale natalizio del 2017 Twice Upon a Time (SM10 #CS 2017), il Dodicesimo Dottore (Peter Capaldi) incontra il Primo Dottore (interpretato da David Bradley, dato che William Hartnell è deceduto nel 1975). I due sono la stessa persona, sì, ma sono separati da (almeno) milleseicento anni di vita del personaggio e da ottocento episodi della serie tv. E allora nascono dei siparietti in cui il Dodicesimo Dottore viene costantemente messo in imbarazzo dai commenti sessisti e maschilisti del Primo, che in un certo modo incarna, in quel momento, il modo di pensare di un anziano inglese nel 1963. Non caso, quello speciale natalizio si conclude con l’apparizione del Tredicesimo Dottore, Jodie Whittaker, la prima donna a ricoprire il ruolo.

Quindi, a seguire troverete un’analisi di questa vasta categoria di personaggi, con particolare attenzione alla Serie Classica, meno nota ai fan italiani, (ri)partita nel 2005.

E non dimentichiamo che la prima produttrice di Doctor Who è stata un vero esempio di emancipazione femminile: senza la tenacia di Verity Lambert, l’unica donna e l’unica giovane in quel ruolo tra i vecchi maschi col sigaro della BBC (guardatevi il film An Adventure in Space and Time!), una cabina telefonica blu sarebbe solo un’antica risorsa dei poliziotti britannici. Anziché far viaggiare la nostra fantasia tra galassie lontane, il passato, il futuro, qualche Terra parallela, da un Big Bang provocato dal carburante di un’astronave chiamata Terminus fino alla morte termica dell’universo, là dove soltanto una vichinga immortale è seduta in attesa. Tra persone fatte di fumo e città fatte di canti, cieli che bruciano, mari che dormono, fiumi che sognano, dovunque c’è pericolo, dovunque c’è ingiustizia, e dovunque si sta raffreddando il tè.

Doctor Who e la rappresentazione femminile è uno dei quattro saggi del volume The Stories They Are A-Changin’. Il libro è disponibile a questo link. 
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