Le donne nelle Guerre Stellari di Filippo Rossi – Anteprima

Principio: la Galassia in rosa

La più grande multi-produzione cinematografica di tutti i tempi ha visto modernizzarsi, in oltre quarant’anni, le sue figure femminili. Nel tempo, Star Wars ha in primo luogo dato importanza al concetto di eroina inserito in un contesto di sistema complesso di potere; poi l’ha sviluppato, trasformando la protagonista femminile da tipica “damigella in pericolo” ad artefice consapevole del proprio destino.

Parliamo dell’opera inizialmente conosciuta dal 1977 in Italia come Guerre Stellari e della sua “nuova”, anche se come vedremo il termine è inesatto, Galassia delle donne. Che non è certo né di tanto tempo falontana, lontana, bensì vicina, vicina – sviluppata fin dalla prima metà degli anni Settanta, in diverse bozze iniziali dell’autore George Lucas. In effetti un certo tipo di nuova figura eroica femminile la possiamo già incontrare nelle versioni embrionali delle sceneggiature del primo film galattico – o quarto Episodio: Una nuova speranza.

I (nove più due) film della Saga di Star Wars, dal 1977 al 2019, vedono adattarsi l’immortale concetto antropologico condiviso di “eroe” al progresso socio-culturale e politico del mondo reale, trasfigurato in una narrazione spaziale di mistica e potere dal persistente sapore fantascientifico. Problematiche basilari come il femminismo, la lotta per la parità dei diritti e il rispetto dei generi sono da subito centrali nella trattazione; e assumono contorni sempre più definiti, sempre più provocatori e sempre più necessari.

Sono tanti i motivi per i quali la Saga starwarsiana è definibile come “storica”. Essa parte come una legittima e inventiva versione post-moderna delle antiche letterature dell’immaginario di tutto il mondo, per arrivare a essere la più grande opera popolare di ogni tempo, per spettatori/fruitori e influenza. Capirne almeno un motivo, tra i molti, è più utile di quanto si possa pensare. Il fascino duraturo di caccia stellari, cavalieri spaziali ed energie vitali cosmiche devono avere un unico sbocco finale. Ossia: l’intuizione del significato della storia, estremamente complicata e raffinata, di Star Wars non può che spingere a ricercare e condividere insegnamenti di vita che vanno molto oltre il semplice divertimento nell’assistere a un bel film di azione fantascientifica. In tutte queste opere si parla di senso del meraviglioso, del rapporto tra maestro e allievo, dell’equilibrio tra contemplazione passiva e azione modificatrice, dell’idea del divino contrapposto all’umano, dell’alternanza di fasi storiche tra cadute e redenzioni, dell’evoluzione politica, sociale e civile.

Del resto Star Wars pone sul nostro cammino di spettatori l’oro della conoscenza degli altri, che è fatta di sentimenti e insegnamenti e che conduce a un indispensabile arricchimento intellettuale e umano. Inestimabile lingotto, in questa montagna aurea, è il modo in cui la Saga gestisce fin dall’inizio la figura eroica femminile negli Episodi della Skywalkereide – ossia la grande sinfonia della dinastia stellare degli Skywalker, rappresentata negli undici movimenti filmici, che si susseguono in mani diverse per ben quarantadue anni. Finalmente Hollywood (anche se in forma di New Hollywood, prima, e poi di cinema Lucasfilm “indipendente”) affronta i suoi giustissimi sensi di colpa: per troppo tempo il paradiso americano delle star del grande schermo ha relegato la donna nelle retrovie, sia artistiche che professionali.

Non che certa parte del pubblico, purtroppo piuttosto rumorosa e non marginale, non abbia reagito male: espressione di un ancora troppo diffuso maschilismo sessista nella società umana – e italiana. Nonostante tutto, nonostante alcuni suoi stessi “appassionati” (virgolette d’obbligo), le figure decisioniste della Principessa Leia Organa e delle sue epigoni hanno rivoluzionato da subito la concezione dell’eroina femminile; l’hanno fatto sia le loro caratterizzazioni, sia il loro successo popolare presso il pubblico. Questo, tanto nell’originaria Trilogia Classica quanto nella successiva Nuova Trilogia dei Prequel, è frutto del furbo lavoro di George Lucas ai fianchi di un pubblico americano-globale ancora immaturo. Infatti, i veri eroi portanti delle prime due Trilogie, la prima 19771983 e la seconda 19992005, restano i più rassicuranti eroi maschi, da Luke Skywalker a suo padre Anakin, da Han Solo a Obi-Wan Kenobi – così come ricevono riconoscibile attenzione drammaturgica i classici antagonisti virili Lord Darth Vader e Imperatore Palpatine. Ma il cambiamento è già lì innescato. Il discorso attuale, ormai scoperto, condotto nella seconda parte della seconda decade del Duemila dalla nuova padrona della Lucasfilm Kathleen Kennedy (non a caso donna) nella Terza Trilogia dei Sequel offre la parte di protagonista assoluta alla ragazza Rey e svela i vermi nascosti sotto i sassi. Una minoritaria ma strepitante sezione arretrata del fandom starwarsiano reagisce e contesta la scelta narrativa, senza nemmeno capire l’ottima preparazione condotta lungo i decenni dal creatore originale e l’ovvia coerenza del tutto narrativo.

La cosa che sconcerta di più è che in Star Wars imperversano alieni, miracoli e robot, ma in certi sfortunati casi si arriva a percepire come una “forzatura” (ogni riferimento ironico alla Forza è voluto) la rappresentazione di una diversità di genere che, nel mondo reale, per fortuna è già qui, adesso, fuori da ogni finestra – e pure dentro.

Il progetto di questo saggio è svelare la continuità del lungo percorso che ha portato a questa straordinaria rappresentazione.

L’approccio alla Forza che permea la Galassia lontana, lontana pensata dal cineasta californiano George Lucas è un viaggio tra le stelle, alla scoperta dell’energia vivente dell’universo. Esaminiamo allora il significato profondo della Saga delle saghe partendo dalla straordinaria Esalogia cinematografica di Lucas (e dei suoi collaboratori) fino al 2005; per arrivare alle opere dedicate dai registi J.J. Abrams e Rian Johnson alla nuova generazione della famiglia Skywalker; a partire dal 2015, dopo che Lucas lascia Star Wars alla Disney, passando per gli spin-off Rogue One e Solo per arrivare alle ultime opere multimediali, la serie The Mandalorian in primis – il quadro andrà aggiornato con le nuove galassie di storie starwarsiane che sta preparando la Disney. La missione rivelatrice è dedicata alla dinastia per eccellenza del fantastico: gli Skywalker, protagonisti di popolari e preziosi film che sono l’invenzione di Lucas… dallo straordinario successo artistico, culturale ed economico. L’auspicio è allargare l’orizzonte dell’appassionato e del neofita, fornendo precisi spunti e stimoli diretti.

Ogni epoca ha la sua epica. Se l’antichità ha avuto i poemi di Omero e il medioevo la leggenda di Re Artù, allo stesso modo il Novecento ha la saga letteraria della Terra di Mezzo di J.R.R. Tolkien. La modernità ha di conseguenza la saga cinematografica e multi-autoriale di Star Wars, opera che è diretta e consapevole eredità di ciascun mito passato ma che l’arricchisce con sviluppi attuali. Il fatto basilare è che l’Uomo adatta sempre le grandi storie e i grandi eroi alle sue vicende contemporanee, per capirle e capirsi.

Le donne nelle Guerre Stellari è uno dei quattro saggi del volume The Stories They Are A-Changin’. Il libro è disponibile a questo link. 
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