Sherlock Holmes, tra realtà e finzione di Luigi Siviero – Anteprima

Una cultura fondata sul personaggio

La narrativa seriale moderna è incentrata sul personaggio protagonista di una serie di avventure, realizzate con l’obiettivo principale di fornire svago e divertimento. Personaggio fisso protagonista e serialità sono i due cardini che nel tempo hanno fatto sì che siano state create svariate versioni dei protagonisti delle opere di intrattenimento. In presenza di personaggi di successo, i titolari dei diritti d’autore sono stati spinti a sfruttare le creazioni intellettuali in modo massiccio, affidandosi a una molteplicità di autori e di linguaggi. Personaggi come i supereroi americani – probabilmente i più fortunati dal punto di vista della varietà delle versioni proposte al pubblico – sono stati sfruttati ininterrottamente per decenni grazie al lavoro di fumettisti, scrittori, registi, animatori, attori e altri operatori culturali che ne hanno moltiplicato le versioni in fumetti, telefilm, videogiochi, film, romanzi e altri prodotti di intrattenimento.

In alcuni casi il controllo sulle creazioni intellettuali è stato più stringente per volontà dei titolari dei diritti. Basti pensare a Calvin & Hobbes di Bill Watterson, di cui ufficialmente esistono solo una le strisce per quotidiani durate una decina d’anni. Veti di questo tipo non hanno però potuto fermare l’attività dei creativi di professione da un lato, che hanno potuto servirsi delle armi della citazione e dell’omaggio, e degli amatori dall’altro lato, che hanno potuto operare per diletto al di fuori delle maglie del diritto d’autore. Sia che un personaggio venga sfruttato il più possibile come Batman o Spider-Man, sia che l’autore abbia imposto dei limiti stringenti, la popolarità di certe creazioni e la vastità della produzione culturale hanno fatto sì che nel corso del tempo si siano accumulate svariate versioni dei personaggi anche antitetiche e infinitamente distanti le une dalle altre.

Non che il fenomeno della proliferazione delle versioni di un personaggio appartenga esclusivamente all’epoca dell’industria culturale. Anche in tempi remoti si è assistito alla stratificazione delle versioni e all’arricchimento progressivo della mitologia di un personaggio. Mi sembra però che, rispetto al passato, i personaggi moderni siano oggetto di una produzione culturale molto più massiccia, oltre che orientata verso l’intrattenimento, e inoltre abbia luogo una fruizione da parte del pubblico incentrata in modo preponderante sui personaggi stessi.

Sono innumerevoli le persone che si interessano a determinate produzioni culturali in primo luogo perché riguardano un certo personaggio e il mondo di finzione a cui appartiene. Esistono lettori di fumetti che seguono pedissequamente un eroe o un universo narrativo e solo secondariamente passano al vaglio critico le produzioni culturali a cui si interessano. Questo fenomeno non concerne solo i lettori (e spettatori di film e telefilm: il successo dell’universo cinematico Marvel è dovuto in primo luogo ai protagonisti delle pellicole e alla coesione fra i vari film) e ovviamente i produttori, ma anche i saggisti (quando scrivono testi in cui il filo conduttore è un determinato personaggio), i musei e i festival (che a volte a un certo personaggio dedicano una mostra tematica o un catalogo), le riviste di informazione e approfondimento specializzate su un determinato eroe, e qualsiasi altro prodotto della creatività. Esistono perfino delle associazioni dedicate al collezionismo e allo studio di certi personaggi, come quelle su Sherlock Holmes diffuse in tutto il mondo (in Italia c’è l’associazione Uno studio in Holmes). È un approccio appagante e di sicuro interesse, reso possibile grazie all’abbondanza di materiale riguardante i personaggi di maggiore successo che viene prodotto a ritmo serrato.

Data la mia fascinazione per l’approccio che privilegia il personaggio, in passato ho scelto Sherlock Holmes per scrivere un libro incentrato su questo aspetto della cultura. Ne è nato un saggio intitolato Sherlock Holmes. L’avventura nei fumetti (ProGlo – Prospettiva Globale, 2016), dedicato principalmente alle versioni fumettistiche dell’investigatore creato da Arthur Conan Doyle.

Una parte del lavoro è consistita nel rintracciare i fumetti legati in vario modo a Sherlock Holmes. Si è trattato di un’attività appassionante e divertente, ma che allo stesso tempo mi ha portato a interrogarmi su quale sarebbe stata la funzione di un saggio fondato sulla sola e semplice catalogazione dei fumetti sherlockiani. Di certo sarebbe servito agli appassionati di quel particolare personaggio, interessati a conoscerlo il più possibile, e a me come un’occasione per divertirmi, ma nulla più. Per dare più profondità alla ricerca ho quindi deciso di organizzare i dati in mondo che non avessero la forma di un mero elenco di opere. Oltre alla raccolta dei dati, l’altro grande lavoro è stato quello di organizzarli in modo soddisfacente.

Alla fine ho deciso di dare al libro un’impostazione storica, inquadrando i vari fumetti legati a Sherlock Holmes all’interno di una più generica storia del fumetto. I fumetti sherlockiani pubblicati negli Stati Uniti erano così tanti che mi è stato possibile ripercorrere tutte le tappe dell’evoluzione del fumetto americano dalla fine dell’Ottocento agli anni più recenti. Rispetto a una più classica storia del fumetto, questa ricostruzione incentrata su Sherlock Holmes ha offerto un punto di vista inedito e inusuale, decentrato rispetto a un’impostazione più canonica, che sarebbe invece stata imperniata su opere e autori diventati classici e considerati punti di riferimento dai quali è difficile prescindere. Il baricentro sherlokiano ha fatto invece emergere la “normalità” della produzione fumettistica, mettendo in luce la base del lavoro artigianale ordinario (vale a dire quella grande massa di fumetti destinati a una vita breve e al rapido oblio) ben più che le opere innovative e di rottura elevatesi nel corso del tempo.

Sherlock Holmes tra realtà e finzione è uno dei quattro saggi del volume The Stories They Are A-Changin’. Il libro è disponibile a questo link. 
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